|
Con questa recensione diamo il via alla prima di cinque serie sui classici del cinema horror curate da Jedimaster. Le recensioni rimarranno visibili nella colonna di destra sotto l'etichetta "Grandi Classici"
Buona lettura! Dracula
di Tod Browning, 1931
Prima versione cinematografica ufficiale del celebre romanzo epistolare di Bram Stoker, dato che il precedente Nosferatu il vampiro del maestro Murnau benchè antecedente (1922) non fu realizzato senza l'autorizzazione degli eredi di Stoker. A tutt'oggi, al pari della versione di Coppola del 1992, la versione di Browning resta la più fedele all'originale. E' l'opera che ha regalato la popolarità a Bela Lugosi, che con i suoi gesti teatrali e i suoi sguardi glaciali ha terrorizzato l'immaginario collettivo per anni. Ai giorni nostri la sua interpretazione potrebbe pure risultare ridicola, ma allora l'incedere lento, elegante e inesorabile di Lugosi era quanto di più terrorizzante si potesse sperare di mostrare al grande pubblico. Anche se fu Lugosi a guadagnare la fama, la palma come migliore attore va a Dwight Frye, che diede il volto a Renfield: la sua interpretazione è a tutt'oggi agghiacciante, con le sue pose e la sua brillante caratterizzazione riesce a creare un personaggio ancora ineguagliabile. Il film si basa in gran parte sulla riduzione teatrale, anche se in principio avrebbe dovuto essere un vero e proprio kolossal. Purtroppo gli studios, in piena Depressione, furono costretti a tagliare di parecchio la cifra stanziata. Ciononostante il film ai tempi risultò davvero terrorizzante e innovativo: per la prima volta veniva portata sul grande schermo una storia soprannaturale e l'atmosfera tenebrosa e decadente del film rimase impressa negli spettatori, tanto da terrorizzare donne e uomini senza distinzione. La regia di Browning ci mostra esterni crepuscolari e decadenti (sia quando ripresi in esterna che in studio), soffermandosi con tenebroso buon gusto su dettagli sgradevoli e disturbanti, anche se dal punto di vista tecnico alterna buone intuizioni (come l'apparizione di renfield dalla stiva) ad ingenuità evitabili (come la ripresa fissa della scalinata del castello di Dracula, all'inizio, o gli scrupoli ad ad abbandonare i lunghi silenzi tipici del muto). l'unica cosa che purtroppo manca, se avete la fortuna di vedere questo film, è il discorso di commiato finale che gli spettatori ascoltavano dalla bocca dell'attore che impersonava Van Helsing, ovvero Edward Van Sloan, che apparendo da dietro lo sc...Read the whole post... Tags: Grandi Classici |